Questioni legali Wed, 20 Sep 2023 09:33:38 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.4 Accorpamento Forestale-Carabinieri Incostituzionale: Quando Ci Sarà la Sentenza della Consulta https://infocarabinieri.com/accorpamento-forestale-carabinieri-incostituzionale-quando-ci-sara-la-sentenza-della-consulta/ https://infocarabinieri.com/accorpamento-forestale-carabinieri-incostituzionale-quando-ci-sara-la-sentenza-della-consulta/#respond Wed, 20 Sep 2023 09:32:29 +0000 https://infocarabinieri.com/?p=17447 ... Leer más

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L’attuale attesa per la sentenza della Corte Costituzionale riguarda l’accorpamento del Corpo Forestale nell’Arma dei Carabinieri, un’azione governativa che potrebbe essere considerata incostituzionale. La Corte Costituzionale determinerà il destino di questa riforma controversa il prossimo anno.

Il Ministro della Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno, ha confermato la disponibilità del governo a riesaminare questa riforma, ma qualsiasi decisione è stata rimandata fino a quando la Corte Costituzionale non si esprimerà sulla questione di incostituzionalità. Tale questione è stata sollevata dal TAR dell’Abruzzo, che sostiene che l’accorpamento potrebbe violare il principio di autodeterminazione garantito dall’articolo 2 della Costituzione italiana.

Secondo il TAR abruzzese, l’accorpamento ha costretto il personale del Corpo Forestale, che aveva uno status giuridico civile, a passare a un corpo con un ordinamento militare. Questa decisione ha impedito al personale della Forestale di fare una scelta completamente libera e volontaria riguardo al proprio status giuridico. Pertanto, la Corte Costituzionale potrebbe decidere di annullare questa riforma.

La sentenza della Corte Costituzionale è molto attesa dagli ex membri del Corpo Forestale, che si chiedono quando verrà emessa. Vediamo quanto tempo dovrà ancora trascorrere prima che si sappia se c’è stata una violazione del diritto di autodeterminazione.

Data dell’Udienza

L’avvocato Egidio Lizza, difensore degli ex membri del Corpo Forestale, ha annunciato che la questione della legittimità della soppressione del Corpo Forestale dello Stato e dell’assorbimento del suo personale nell’Arma dei Carabinieri sarà discussa il 19 marzo 2019, come stabilito dal presidente della Corte Costituzionale.

Inizialmente, l’udienza era prevista per giugno dell’anno precedente, ma è stata rinviata a causa di un’ordinanza di rimessione del TAR Veneto, che ha condiviso i gravi dubbi sulla costituzionalità della riforma Madia.

La Corte Costituzionale dovrà decidere se la libertà di autodeterminazione degli individui deve prevalere su qualsiasi esigenza di riorganizzazione dell’amministrazione. Inoltre, la soppressione di un Corpo altamente specializzato come il Corpo Forestale e la dispersione delle sue specialità potrebbero andare contro i principi di efficienza dell’azione amministrativa.

Futuro del Corpo Forestale

Naturalmente, il risultato della decisione della Corte Costituzionale è ancora incerto. Tuttavia, se la Consulta dovesse confermare la violazione del principio di autodeterminazione, il governo sarà favorevole al ripristino della situazione precedente all’accorpamento. La Ministra della Pubblica Amministrazione ha definito l’accorpamento “folle”, mentre il Sottosegretario alla Difesa ha confermato che si stanno esaminando tutte le opzioni possibili, ma ogni decisione sarà presa dopo la sentenza della Corte Costituzionale.

Va notato che la Corte Costituzionale non sarà l’unica ad esaminare la questione dell’accorpamento. Attualmente, la questione è in esame anche presso le autorità europee competenti, come il Comitato europeo dei diritti sociali, ai quali i sindacati degli ex membri del Corpo Forestale si sono rivolti dopo lo scioglimento del Corpo e la sua riunione nella Federazione Rinascita Forestale e Ambientale.

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Abusi a Sfondo Razziale: 27 Carabinieri Rinviati a Giudizio https://infocarabinieri.com/abusi-a-sfondo-razziale-27-carabinieri-rinviati-a-giudizio/ https://infocarabinieri.com/abusi-a-sfondo-razziale-27-carabinieri-rinviati-a-giudizio/#respond Wed, 20 Sep 2023 09:30:40 +0000 https://infocarabinieri.com/?p=17444 ... Leer más

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Una sconvolgente vicenda giudiziaria ha portato al rinvio a giudizio di ben 27 carabinieri nell’area di Massa Carrara, in Toscana, a causa di abusi perpetuati ai danni di cittadini extracomunitari all’interno delle caserme locali.

Gli Abusi Segnalati

Le accuse contro questi carabinieri comprendono pestaggi, violenza sessuale e minacce a sfondo razziale. Questa serie di reati ha gettato una luce inquietante sulla condotta delle forze dell’ordine nell’area di Aulla, provincia di Massa Carrara, dove sembra esserci stato un quadro di violenza sistematica e arbitraria.

L’indagine su questi abusi ha raggiunto un punto culminante con il rinvio a giudizio dei 27 carabinieri coinvolti. Tuttavia, il quadro degli indagati è più ampio e comprende in totale 31 persone, tra militari, un professionista locale di nome Riccardo Contigliani e due cittadini extracomunitari.

Le Indagini

Le indagini sono iniziate in seguito a denunce presentate da cittadini extracomunitari che avevano regolari permessi di soggiorno. Queste denunce descrivevano una serie di comportamenti ingiustificati da parte dei carabinieri, tra cui violenze durante perquisizioni, violenze sessuali, minacce a sfondo razziale e persino un episodio documentato in cui un trentenne nordafricano è stato brutalmente colpito da uno stivale di un militare, schiacciando il suo volto sull’asfalto.

Le indagini sono state condotte principalmente attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, effettuate dai colleghi stessi dei carabinieri indagati. Per alcuni degli indagati, quelli accusati dei reati più gravi, sono state prese misure cautelari. Uno di loro è stato addirittura arrestato e rinchiuso nel carcere militare di Verbania, mentre altri sono stati sottoposti alla detenzione domiciliare.

L’Iter Processuale

Dei 31 indagati, saranno solo i 27 carabinieri a comparire davanti al Giudice dell’udienza preliminare (Gup). La prima udienza è stata fissata per il 10 giugno. Tre dei 27 carabinieri hanno ricevuto un non luogo a procedere per reati di falsità ideologica, calunnia e violenza.

Uno degli assolti è Mario Mascia, un carabiniere di 51 anni originario di Oristano, accusato di falsa testimonianza.

Riccardo Contigliani, un osteopata noto per il suo coinvolgimento nelle squadre di Serie A, e Amal Sedef, una donna marocchina di 40 anni, tra i due cittadini extracomunitari coinvolti nelle indagini, hanno scelto di essere giudicati con il rito abbreviato.

Il professionista lunigianese è stato immediatamente assolto, in quanto sembra che il suo nome sia stato coinvolto per errore nelle indagini. Tuttavia, Amal Sedef è stata condannata a un anno e quattro mesi di reclusione per il reato di corruzione.

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Sentenza del Consiglio di Stato: Ufficiale dei Carabinieri Risarcito con 5.000 Euro per Mobbing https://infocarabinieri.com/sentenza-del-consiglio-di-stato-ufficiale-dei-carabinieri-risarcito-con-5-000-euro-per-mobbing/ https://infocarabinieri.com/sentenza-del-consiglio-di-stato-ufficiale-dei-carabinieri-risarcito-con-5-000-euro-per-mobbing/#respond Wed, 20 Sep 2023 09:28:44 +0000 https://infocarabinieri.com/?p=17441 ... Leer más

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Una recente sentenza del Consiglio di Stato ha gettato luce su una situazione di mobbing all’interno delle Forze armate italiane e ha stabilito un importante precedente giuridico. In questa vicenda, un Maggiore dell’Arma dei Carabinieri è stato vittima di comportamenti vessatori da parte dei suoi superiori, il che ha portato a una sentenza che condanna l’Amministrazione e stabilisce un risarcimento di 5.000 euro per l’ufficiale.

Il Caso del Mobbing nell’Arma dei Carabinieri

Il Maggiore dei Carabinieri, un professionista con un’ampia esperienza e competenza, è stato incaricato di condurre indagini sul suo superiore, un colonnello e Comandante provinciale dei Carabinieri. Il colonnello era stato accusato di reati, ma parte delle accuse era decaduta a causa della prescrizione. In seguito a questo incarico, il Maggiore è diventato vittima di una serie prolungata di comportamenti vessatori da parte dei suoi superiori, in particolare di un Generale.

Le vessazioni professionali sono proseguite fino a quando il Maggiore è stato trasferito presso la Direzione centrale di Polizia criminale del Ministero dell’Interno. A questo punto, l’ufficiale ha deciso di cercare giustizia per le ingiustizie subite e ha presentato un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR).

Il TAR ha accolto il ricorso del Maggiore, stabilendo che il mobbing consiste in una serie di atti o comportamenti vessatori, protratti nel tempo, finalizzati all’obiettivo di escludere la vittima dal gruppo di lavoro. Il TAR ha condannato l’Amministrazione al pagamento delle spese legali, stabilite in 2.500 euro, oltre agli accessori di legge.

La Sentenza del Consiglio di Stato

La sentenza del Consiglio di Stato ha confermato le decisioni del TAR, rappresentando un importante sviluppo nella giurisprudenza in materia di mobbing. Il Consiglio di Stato ha precisato che nel mobbing rientrano anche comportamenti ostili, reiterati e sistematici, che esulano dall’ordinaria gestione del rapporto di lavoro e che provocano danni alla salute psicofisica della vittima.

Per configurare una condotta lesiva del datore di lavoro o dei superiori gerarchici, devono essere presenti diversi elementi:

  1. Un disegno vessatorio nei confronti del dipendente.
  2. Eventi lesivi della salute psicofisica del dipendente.
  3. Un nesso causale tra la condotta del datore di lavoro o dei superiori e la lesione dell’integrità psicofisica del lavoratore.
  4. Un intento persecutorio.

Il Consiglio di Stato ha ritenuto che nel caso in questione, il mobbing fosse emerso in modo inconfutabile, con un alto grado di probabilità logica e razionale, e che avesse lo scopo di infliggere punizioni, espulsioni e umiliazioni nei confronti del Maggiore.

L’Importo del Risarcimento

Alla luce delle circostanze emerse, il Consiglio di Stato ha dichiarato la responsabilità dell’Amministrazione per la violazione dell’art. 2087 del Codice Civile e ha condannato il Ministero della Difesa a risarcire il Maggiore con la somma di 5.000 euro. Questo risarcimento rappresenta un segnale importante nella lotta contro il mobbing e un passo avanti nella protezione dei diritti dei dipendenti delle Forze armate italiane.

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Carabiniere Condannato per “Creste” sui Rimborsi dei Viaggi: Quanto Deve Restituire all’Arma https://infocarabinieri.com/carabiniere-condannato-per-creste-sui-rimborsi-dei-viaggi-quanto-deve-restituire-allarma/ https://infocarabinieri.com/carabiniere-condannato-per-creste-sui-rimborsi-dei-viaggi-quanto-deve-restituire-allarma/#respond Wed, 20 Sep 2023 09:26:10 +0000 https://infocarabinieri.com/?p=17438 ... Leer más

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Truffa all’Arma dei Carabinieri

Un carabiniere è stato scoperto a truffare l’Arma dei Carabinieri e ora è stato condannato a restituire un notevole importo di denaro, pari a 171.000 euro.

Il carabiniere in questione è Giuseppe Bellebuono, in servizio presso la sezione amministrativa del Comando di gruppo di Monreale. È stato giudicato colpevole dai giudici della Corte dei conti di aver sottratto questa cifra all’Arma tra il 2015 e il 2018.

La Truffa dei Rimborsi dei Viaggi

Il carabiniere Bellebuono è stato condannato a risarcire l’Arma dei Carabinieri per una truffa che riguardava i rimborsi dei viaggi. La sua posizione all’interno dell’organizzazione gli permetteva di sottrarre somme di denaro attraverso falsi certificati di viaggio intestati a colleghi ignari.

Le indagini sono state condotte dai colleghi del gruppo di Monreale, e i carabinieri a cui erano stati intestati i certificati di viaggio hanno ammesso di non sapere nulla riguardo alle somme in questione. Le indagini hanno rivelato un ammanco di circa 171.000 euro nell’intera gestione amministrativa.

Il Modus Operandi del Carabiniere

Il carabiniere aveva messo a punto un sistema sofisticato: clonava i certificati di viaggio di colleghi ignari o ne creava di nuovi. Questa pratica sarebbe continuata se non fosse stata scoperta grazie alle verifiche effettuate dai colleghi e all’implementazione di procedure informatizzate.

Nella sentenza, i giudici della Corte dei conti hanno evidenziato che la condotta di Bellebuono era contraddistinta da un elemento soggettivo di dolo. La portata materiale e temporale delle sue azioni, che includevano la falsificazione di documenti e firme, così come la creazione di certificati di viaggio falsi o clonati, dimostravano chiaramente la sua volontà di sottrarre fondi destinati a missioni ufficiali, comportando un depauperamento delle risorse pubbliche.

L’Importo da Restituire

Il carabiniere di Monreale è stato condannato a restituire l’intera somma di 171.000 euro all’Arma dei Carabinieri. Questa cifra è il risultato delle “creste” operate sui rimborsi dei viaggi a danno dell’Arma, come stabilito dalla Corte dei conti.

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Trasferimento Carabinieri Forestali: Una Norma Inadeguata https://infocarabinieri.com/trasferimento-carabinieri-forestali-una-norma-inadeguata/ https://infocarabinieri.com/trasferimento-carabinieri-forestali-una-norma-inadeguata/#respond Wed, 20 Sep 2023 09:24:53 +0000 https://infocarabinieri.com/?p=17435 ... Leer más

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Un Problema Sottolineato dal SIULM

In merito al trasferimento dei Carabinieri Forestali, emerge una situazione di disuguaglianza nella normativa che viene applicata. Il SIULM (Sindacato Unitario Lavoratori Militari) Direttivo Nazionale Carabinieri ha sollevato una questione importante che sta causando disagio tra il personale dei Carabinieri Forestali e le loro famiglie: il trasferimento ad altre sedi, invece dell’assegnazione a stazioni situate nel territorio in cui hanno dimorato prima dell’arruolamento.

Il problema è derivato dall’applicazione dell’art. 238, comma 1, lettera b) del TUOM (Testo Unico delle disposizioni in materia di Ordinamento Militare), così come modificato nel 2012 dal DPR 24 febbraio 2012, n. 40.

Cosa Dice la Norma

L’art. 238, comma 1, lettera b) del TUOM stabilisce che il militare dell’Arma dei Carabinieri non può:

  • Prestare servizio nelle sedi in cui sussistono obiettive situazioni di incompatibilità ambientale che possano condizionarne l’imparzialità nell’espletamento dei propri compiti e nuocere al prestigio dell’Istituzione;
  • Essere comunque assegnato a stazione nel cui territorio ha stabilmente dimorato prima dell’arruolamento.

La questione principale riguarda la dubbia applicabilità di questo articolo ai Carabinieri Forestali, poiché “vi è evidente disparità tra Carabinieri della Territoriale e Carabinieri della Specialità Forestale”, come afferma il SIULM.

Perché la Norma Non è Applicabile

La norma in questione si riferisce esclusivamente all’Arma Territoriale, che non include l’Organizzazione per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare. L’uso del termine “stazioni” nell’art. 238 è da interpretare come riferito solo ai Carabinieri dell’Organizzazione Territoriale dell’Arma, in particolare ai “Comandi di Stazione”.

Inoltre, va sottolineato che questa norma è stata emanata nel 2012, mentre l’incorporamento del Personale appartenente al Corpo Forestale dello Stato nell’Arma dei Carabinieri è iniziato il 1° gennaio 2017.

L’espressione “prima dell’arruolamento” è chiara nell’indicare che la norma riguarda solo i Carabinieri dell’Organizzazione Territoriale dell’Arma, poiché per i Carabinieri del Ruolo Forestale non è appropriato parlare di “arruolamento”, ma piuttosto di “incorporamento” e/o “transito”, come specificato nell’art. 2214-quater del C.O.M. che tratta del “Transito del personale appartenente al Corpo forestale dello Stato nell’Arma dei carabinieri”.

Mobilità dei Carabinieri Forestali

Il SIULM Direttivo Nazionale Carabinieri ha esaminato anche un’altra problematica che riguarda la mobilità dei Carabinieri Forestali (GE.TRA.FOR.).

Esaminando la procedura GETRA degli anni precedenti, il sindacato ha notato che questa in molte circostanze non ha portato a risultati positivi e non ha colmato le carenze organiche nei Reparti messi a bando.

Nonostante ciò, con il successivo GE.TRA.FORESTALE, molte Stazioni dei Carabinieri Forestali, specialmente nel ruolo APP./CAR., non sono state inserite nel provvedimento di mobilità. Questa situazione sta causando crescente insoddisfazione tra il personale, con un impatto evidente sulla vita familiare e, di conseguenza, sul benessere generale del personale.

Il SIULM sta attualmente conducendo un sondaggio tra i Carabinieri Forestali colpiti da questa normativa per raccogliere ulteriori dati e valutare le loro condizioni e preoccupazioni.

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Mobile Angel: Un Rivoluzionario Strumento Anti-Violenza per la Protezione delle Donne https://infocarabinieri.com/mobile-angel-un-rivoluzionario-strumento-anti-violenza-per-la-protezione-delle-donne/ https://infocarabinieri.com/mobile-angel-un-rivoluzionario-strumento-anti-violenza-per-la-protezione-delle-donne/#respond Wed, 20 Sep 2023 09:22:53 +0000 https://infocarabinieri.com/?p=17431 ... Leer más

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È stato consegnato il primo smartwatch anti-violenza, noto come Mobile Angel, a una donna presso la storica caserma “Pastrengo” di Napoli. Questo segna un momento epocale nel progetto che mira a proteggere la vita delle donne vittime di violenza domestica. Questo dispositivo rappresenta il primo di una serie di 45 che saranno distribuiti alle vittime in situazioni simili, offrendo una speranza di sicurezza e libertà.

La Triste Realità della Violenza sulle Donne

I dati recenti dell’Istat, diramati dal Viminale, rivelano che, dal 1° gennaio al 5 marzo 2023, ben 20 donne sono state uccise in Italia. Di queste tragiche vittime, ben 18 hanno perso la vita in contesti familiari o affettivi. Questo fenomeno allarmante, la violenza sulle donne, troppo spesso sfocia nei femminicidi, con un aumento costante nel numero delle vittime.

I dati sono stati raccolti dalla Direzione Centrale della Polizia Criminale, servizio di analisi criminale, evidenziando che, sebbene il totale degli omicidi sia sceso da 57 a 56 rispetto all’anno precedente, i delitti in ambito familiare sono rimasti costanti a quota 25. Inoltre, è preoccupante il fatto che gli omicidi commessi dal partner o ex partner siano aumentati da 11 a 13, sebbene il numero di vittime donne sia rimasto invariato a 11.

Mobile Angel: Una Risposta All’Emergenza

Mobile Angel è il primo smartwatch anti-violenza che mira a difendere le vittime di maltrattamenti. Questo progetto, nato dopo un periodo di test, è stato realizzato grazie alla collaborazione tra i Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli, la Sezione Fasce Deboli della Procura della Repubblica partenopea, la Fondazione Vodafone Italia e il Soroptimist International Club Napoli. Questo dispositivo è stato progettato appositamente per aiutare le vittime di violenza domestica a riappropriarsi della loro vita.

Il primo orologio è stato consegnato a una coraggiosa donna di 36 anni, vittima di abusi e minacce da parte dell’ex marito, il quale aveva minacciato di ucciderla e sfregiarla con l’acido. Ora, grazie a questo orologio intelligente, la 36enne può finalmente respirare con più serenità e sicurezza.

Come i Carabinieri Possono Salvare Vite

Mobile Angel rappresenta un prezioso alleato per i Carabinieri, consentendo loro di intervenire tempestivamente per salvare la vita delle donne vittime di violenza. Questo smartwatch è dotato di un sofisticato sistema di geolocalizzazione in tempo reale, collegato direttamente alla Centrale Operativa dell’Arma dei Carabinieri. In caso di emergenza, i militari possono reagire prontamente, fornendo assistenza immediata.

Dopo il periodo di prova a Napoli, Mobile Angel è stato esteso a Milano e Torino, rendendo questo strumento vitale ancora più accessibile alle donne che ne hanno bisogno.

Nel contesto della protezione delle vittime di violenza domestica, è stata creata anche la “stanza tutta per sé”. Questo ambiente sicuro offre alle vittime l’opportunità di raccontare la propria esperienza e sentirsi ascoltate e protette.

Nella provincia di Napoli, queste stanze sono state istituite a Capodimonte, Ercolano e Caivano, con Carabinieri altamente specializzati nella gestione dei reati di questo genere. Il Comandante Provinciale Carabinieri di Napoli, Enrico Scandone, sottolinea l’importanza di questo approccio, affermando che rappresenta un passo cruciale nella lotta contro la violenza domestica, garantendo una risposta immediata alla prevenzione e alla protezione delle vittime.

Mobile Angel è molto più di un semplice smartwatch; è un simbolo di speranza per molte donne che ora hanno la possibilità di vivere senza paura, grazie a questa innovativa tecnologia che offre una nuova vita e una nuova speranza.

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